Audio Script Applet

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Nelle lezioni precedenti abbiamo imparato l’essenziale e forse anche qualcosa in più per poter realizzare un discreto sito web, confido soprattutto nella vostra fantasia ed estro oltre che nel vostro buon gusto nel saper scegliere i colori, gli sfondi, le immagini, i fonts, e quant’altro possa servire per una gradevole pagina web.

Se avete imparato il meccanismo per inserire e far funzionare i tags di html, come usare i loro attributi e relativi parametri, siete praticamente in grado di inserire qualsiasi altro tag, vi basta sapere che esiste e quali sono i suoi attributi. La guida HTML ne raccoglie molti che non sono stati trattati su queste pagine, il meccanismo è lo stesso per tutti, se lo avete appreso non avrete alcuna difficoltà nell’inserire tutti quelli che secondo voi servono alla realizzazione del vostro sito.

Per concludere ve ne mostro alcuni un po’ particolari: inserire un sottofondo musicale ed utilizzare i molti scripts che la rete mette a disposizione gratuitamente.

 

Audio Musica

Un brano musicale può essere introdotto in una pagina web facendo uso dell’elemento object
Questa la sua sintassi:

<object type=”audio/x-mid” data=”nome_file.mid”>
<param name=”src” value=”nome_file.mid”>
<param name=”autostart” value=”false”>
<param name=”loop” value=”true”>
</object>

 

Questo il risultato:

Se non vedete alcuna interfaccia grafica è perchè sul vostro browser non è stato installato alcun plug-in per riprodurre il file di tipo midi da me adoperato nell’esempio, questo è uno degli ostacoli per i quali si continua ad usare l’elemento embed che il W3C ha deprecato.

<embed src=”nome_file.mid” width=”145″ height=”35″ autostart=”false” loop=”true”>

Dove per entrambi gli esempi nome_file.mid è il nome del brano midi da riprodurre, autostart= true o false per avviare il brano automaticamente o manualmente, loop= true o false per ripeterlo all’infinito o una sola volta. width e height servono per visualizzare l’interfaccia grafica. Chi adopera ad esempio il multimedia player di Windows ne vedrà in questo esempio una porzione di dimensioni 145 x 45 pixel.

Nell’esempio ho inserito “false” come attributo di autostart, quindi per ascoltare la musica si dovrà premere sul pulsantino play dell’interfaccia grafica. Con True si sarebbe avviata automaticamente.

Perché ho inserito un brano di tipo midi e non uno di tipo Mp3 o Wave?

Semplicemente perché i files di tipo midi sono i più “leggeri” e non costringono il visitatore a lunghe ed estenuanti attese, come per le immagini non dimenticate mai che un file di qualsiasi tipo che superasse i 1000 ~ 150 Kb sarebbe a mio avviso da scartare.

Il brano musicale smette di funzionare nel momento in cui si cambia pagina, da qui la necessità di avere una struttura a frames nel caso in cui si volesse una musica di sottofondo che accompagni il visitatore durante tutta la navigazione. Per la struttura a frames vi rimando alla lezione 6 e alle mie F.A.Q. o anche alla guida html dove troverete maggiori e più dettagliate informazioni sui tags dell’audio.

L’introduzione di brani musicali protetti da diritto d’autore implica un certo rischio. Fate attenzione.

 


Scripting 

Html da solo ha dei limiti, visto che era nato soltanto per pubblicare documenti statici, limiti facilmente superabili grazie all’integrazione di linguaggi di scripting. Il migliore è senza alcun dubbio JavaScript, non fosse altro perché è compatibile con tutti i browser. Funziona lato client, cioè sul browser di navigazione senza fare uso del server in cui si trova la pagina web che ne fa uso.

La rete ne distribuisce in gran numero e per ogni esigenza, anche qui su Web-Link ce ne sono diversi, li trovate alla voce scripting, si tratta di seguire alla lettera le istruzioni riportate all’interno di ogni script facendo attenzione a non omettere niente, neppure una sola virgola del codice fornito, compresi i ritorni a capo e le spaziature, pena il mancato funzionamento dello script se non addirittura il blocco totale del vostro programma di navigazione.

Di solito uno script è formato da una o più parti di codice, queste devono essere posizionate fra gli elementi <head> </head> e/o <body> </body> come farlo funzionare lo si trova scritto nelle spiegazioni, per cui non è quasi mai un problema.

Un esempio di scripting potrebbe essere questo sotto, vi permette di distinguere un link richiamando un messaggio in caso di clik.

<script language=”javascript” type=”text/javascript”>
<!–
function clic()
{
alert (“Hai fatto click sul link giusto.”);
}
// –>
</script>

Provate adesso a fare click su questo link. Questo è un banalissimo esempio che serve per capire il meccanismo. Guardate questo orologio invece:

Al tuo Orologio, quello del tuo PC, sono le ore: 

Qui le cose si complicano, per modo di dire perchè questo script è formato da tre parti di codice: una inserita fra i tags <head>, un’altra direttamente nel tag body, una terza per visualizzare il risultato dello script, inserita nel punto preciso della pagina sulla quale farvi vedere l’ora.

Lo trovate nella sezione dedicata agli script completo di tutte le istruzioni per inserirlo e personalizzarlo.

 


Applets 

La stessa cosa detta per gli scripts vale anche per l’introduzione di applets…
Cosa sono le applets ?

Si tratta sempre di codice java ma questa volta compilato e salvato in uno o più files di tipo .class, questi files di solito dovrebbero trovarsi sul server, nella stessa cartella dove c’è la pagina che li richiama.

Le applets a differenza degli script non si limitano ad impartire istruzioni precise al browser, sono dei veri e propri programmi che lavorano in assoluta autonomia. Sulla rete si trovano molte applets per gli usi più disparati, dai giochi alle utility, dalle applicazioni grafiche alle funzioni matematiche.

Anche in questo caso sarà l’autore stesso a fornire le spiegazioni necessarie al suo inserimento e più di ogni altra cosa come impostare i vari parametri per ottenere un corretto funzionamento.

provate a visitare la sezione dedicata alle applets, non ne sono io l’autore, mi sono limitato a raccoglierne alcune molto belle, potrete così rendervi conto di cosa si tratta e come si adoperano.

Con questa lezione avete imparato tutto, si insomma diciamo moltissimo di quello che c’era da imparare 🙂

Non vi resta che trasferire on line (sulla rete) il vostro lavoro. Sarà proprio quello che faremo nella prossima lezione. Assicuratevi che tutto funzioni in locale, cioè nel vostro PC, e se funziona bene, funzionerà anche in rete.

Se avete domande da fare potete scrivere sul forum di supporto, gratuito e aperto a tutti.

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