SEO, Google e gli URL: statico o dinamico fa veramente una gran differenza?

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Un recente articolo pubblicato su uno dei blog ufficiali di Google ha dato uno scossone a molti professionisti del web: il mito secondo cui gli URL statici siano meglio indicizzabili di quelli dinamici è un falso.

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Quale dei seguenti URL è dunque migliore per quanto riguarda l’indicizzazione su Google?

  • http://cssblog.it/index.php?cat=130
  • http://cssblog.it/category/seo/

Stando a quanto scritto nellarticolo sicuramente il primo: come fanno notare gli stessi autori dellarticolo, lURL amichevole ha dei piccoli vantaggi a livello umano. E sicuramente più semplice da leggere e probabilmente più rassicurante, portando in questo modo a un maggiore clickthrough (percentuale di click ricevuti in rapporto alle visualizzazioni). Da un punto di vista SEO, però, Google si pone il problema degli URL diversi che puntano allo stesso contenuto, un problema non di poco conto che rende la vita difficile a Googlebot e può portare a penalizzazioni nei risultati del motore.

Alla domanda Quindi non devo trasformare gli URL dinamici in URL simil-statici?, la risposta è più un consiglio basato sul buon senso che qualcosa di perentorio: non farlo finché non sei sicuro di rimuovere solo i parametri inutili.

Ho fatto una prova con WordPress, per controllare che cosa risponda effettivamente il webserver ai due URL che ho mostrato prima: per lURL originale viene restituito un codice HTTP 301 (Moved Permanently) e un redirect allURL modificato. Per il secondo URL, invece, tutto scorre liscio. Anche questo è un fattore da non sottovalutare: attraverso un uso corretto dei codici di risposta HTTP è possibile comunicare a Google quale pagina è quella corretta, indipendentemente dal fatto che lURL sia statico o dinamico.

Secondo la mia esperienza, fermo restando che un blog ufficiale di Google sia decisamente più autorevole di me in materia, la cosa veramente importante è non mentire. Non far credere a Google di avere un gran numero di pagine (magari tutte uguali o simili) quando invece se ne hanno poche, non imbrogliare con link e redirect pensando di ottenere una migliore indicizzazione: quello a cui si andrà incontro, nella migliore delle ipotesi, sarà il nulla.

Ho anche notato, facendo queste prove, che WordPress si comporta bene da questo punto di vista: indica correttamente a Google (ma anche a qualunque client si colleghi) eventuali redirect, senza cercare scappatoie. Considerato anche il fatto che cambiare la struttura degli URL da un giorno allaltro è un bagno di sangue, continuerò a utilizzare quella attuale. Va anche detto che il contenuto dellURL è tenuto in considerazione dai motori alla ricerca di keyword: visto il comportamento di WordPress, lo schema che uso attualmente mi sembra un buon compromesso, nonostante tutto.

Leggendo tra i vari commenti apparsi in giro per la rete, non ho trovato nessuno che abbia deciso (o almeno dichiarato) di cambiare struttura ai propri URL dopo quellarticolo, quindi lo chiedo direttamente: come pensate di comportarvi?

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